Chiamare la LAM per quello che é: una neoplasia metastatica di basso grado

Pubblicato un articolo sulla Linfangioleiomiomatosi dal titolo “Chiamarla per quello che e': una neoplasia metastatica di basso grado”. (LymphangioleiomyomatosisCalling It What It Is: A Low-Grade, Destructive, Metastasizing Neoplasm).
Lo scopo dell'articolo scientifico scritto da X. McCormack, William D. Travis, Thomas V. Colby, Elizabeth P. Henske, and Joel Moss, e pubblicato di recente sull' American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine Vol 186 2012 è quello di evidenziare elementi a sostegno di una riclassificazione della LAM come neoplasia metastatica distruttiva di basso grado. Questo importante cambiamento concettuale, come spiegano gli autori, effettivamente é iniziato più di 10 anni fa. La Linfangioleiomiomatosi (LAM), che è un malattia polmonare cistica progressiva e colpisce soprattutto le donne, storicamente è stata classificata e gestita clinicamente come una malattia polmonare interstiziale che non é neoplastica.
Nel 1999 l'Organizzazione Mondiale della Sanità aveva classificato la LAM come una lesione di tipo tumorale e nel 2004 e' stata codificata come una neoplasia mesenchimale. La comunità scientifica di pneumologia sembra essere stata più lenta nel adottare questo punto di vista, e continua a considerare la LAM come una di "altre" malattie interstiziali idiopatiche.
La LAM si verifica in pazienti con sclerosi tuberosa e come una malattia sporadica nei pazienti LAM. Le "cellule LAM", un tipo di cellule muscolari lisci che in entrambi i casi s'infiltrano diffusamente nei polmoni, nei vasi linfatici, e negli angiomiolipomi, hanno un basso indice proliferativo e poco o nessuna evidenza atipica cellulare, di un processo benigno. Tuttavia, l'analisi genetica e cellulare ha dimostrato che, nonostante il loro aspetto innocuo, le cellule LAM, presentano le caratteristiche ed i comportamenti di una neoplasia. La perdita di eterozigosi dei geni TSC nel polmone, nelle lesioni renali, e nel sistema linfatico dei pazienti LAM corrisponde con l'origine clonale di questi tumori.
Attraverso lo studio genetico di diversi tessuti di medesimi pazienti sono state rilevate identiche mutazioni negli angiomiolipomi, nei linfonodi e nei polmoni che indicano pertanto che é probabile che la loro origine sia extra polmonare. Inoltre gli angiomiolipomi che erano stati suggeriti inizialmente quali tumori di origine della LAM, sono presenti soltanto in una minoranza di pazienti con LAM sporadica. L'espressione di marcatori muscolari lisci e di ricettori ormonali steroidei (estrogeni e progesterone), la variazione dei sintomi durante il ciclo mestruale, e le lesioni in 9 su 10 campioni dei tessuti uterini asportati da pazienti con LAM, sono potenzialmente correlati con un tumore uterino primario, almeno in alcune pazienti. Le mutazioni TSC che si verificano nella LAM ed il correlato pathway del mammalian target della rapamicina, é attivato in molti cancri umani. La LAM ricorre inoltre anche nei polmoni trapiantati, e le cellule che compongono la lesione all'interno dei tessuti trapiantati esprimono le mutazioni TSC, secondo un meccanismo metastatico. Ulteriori caratteristiche delle cellule LAM comuni con una proliferazione neoplastica delle cellule includono la proliferazione anormale e l'invasione di tessuti sani, la riprogrammazione metabolica secondo la modalità gli-colitica di "Warburg", modesta linfoangiogenesi e vasta diffusione attraverso il sangue e la linfa, degradazione da proteasi della matrice. In sintesi, le cellule LAM hanno il potere di crescere e di mutare il DNA, hanno un origine clonale, possiedono potenzialità invasive e metastatiche, aspetti metabolici che sono interamente coerenti con un processo neoplastico. Gli autori si sono posti quindi questo quesito: Se la LAM è una neoplasia, è benigna o maligna?
La LAM può' essere considerata un cancro? Pochi biologi o medici farebbero una netta distinzione tra una neoplasia distruttiva metastatica ed il cancro, indipendentemente dalla tipologia di decorso della malattia stessa. La LAM è l'unica tra le neoplasie correlate a TSC, ed é conforme alla definizione di cancro pubblicata dal National Cancer Institute e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità , che richiede la perdita di controllo della crescita cellulare, l' invasione dei tessuti e la distruzione degli stessi. Tuttavia, il termine "cancro" può essere interpretato in modo diverso dai pazienti rispetto alla comunità scientifica e medica. La parola può essere spaventosa per i pazienti, e può connotare un tempo e un grado di letalità che non è commisurato con la storia naturale della LAM.
Con un solo intervento terapeutico convalidato per la LAM la paura di provocare decisioni di gestione troppo aggressivi è un problema minore nella LAM rispetto ad altre malattie tumorali, tuttavia sussiste il timore di potere provocare preoccupazione ed anisa per via dell'etichetta “cancro” tra i pazienti con LAM, ed i membri delle loro famiglie. Questo aspetto é un argomento importante che secondo gli autori i medici dovrebbero sicuramente affrontare con i loro pazienti. In America, grazie agli sforzi della LAM Foundation (l'associazione di pazienti LAM americana) e grazie alla loro rete di Cliniche LAM, i pazienti affetti dalla LAM sono generalmente ben preparati su questo argomento. La Fondazione ha pubblicato sul loro sito ancora nel 2005 un articolo intitolato "LAM e cancro" ed ha in seguito pubblicato molti altri articoli su questo argomento. Sul tema "LAM e Cancro" si è creato un gruppo di lavoro e ad si é organizzata una tavola rotonda, che si é tenuta a Chicago nel 2011, per valutare le reazioni del paziente alla definizione della LAM come Cancro, alla quale hanno partecipato 150 pazienti ed un grande numero di ricercatori. Inoltre durante il Congresso "LAMposium 2012", la riunione annuale della LAM Foundation, Laura Lentz,
una paziente con LAM e la presidente della Fondazione hanno riassunto le loro osservazioni: "Il paziente LAM é un paziente raro che a priori non ha mai sentito parlare dei legami tra la LAM e la malattia neoplastica. Tuttavia i pazienti hanno il diritto di conoscere i fatti, nella stessa maniera come li conoscono gli scienziati e i medici. E concludono con questa esplicita richiesta: "Chiamate la LAM per quello che è". In particolare modo perché considerare la LAM per quello che é effettivamente può come spiegano gli autori dell'articolo, dare il via a nuove ricerche sulla LAM anche in campo oncologico, che possono portare a scoperte di nuove terapie per la LAM. Per accedere all'articolo originale in lingua inglese clicca qui http://ajrccm.atsjournals.org/content/186/12/1210.full