Ricerche pionieristiche sulla LAM del dr Merrilees e il racconto di Maddox e B.Gray

Nuove ricerche sulla Lam dalla Nuova Zelanda, ne parlano la Sig.ra  I.Maddox e  la Sig.ra B. Gray dell'Associazione LAM Trust nell'articolo  "Room to Breathe"  recentemente apparso nel  magazine neozelandese "North and South"

 

La ricerca promettente del  ricercatore della Nuova Zelanda, il dr Marvyn Merreelis, aprono la strada a nuove possibili terapie per la Linfangioleiomiomatosi: lo studioso, ricercatore dell' Università di Auckland, sta lavorando a nuove possibile terapie per la Linfangioleiomiomatosi, che offrono un barlume di speranza per tutte le donne affette da questa rara e fatale malattia polmonare.

 

 

 

Imaleta Maddox

 

Riportiamo un riassunto dell'articolo, delle ricerche pionieristiche del dottor Merrilees, e dell'origine del Suo interessamento alla LAM, nato da un Suo incontro con la Leader del gruppo di pazienti Lam, e fondatrice dell'Associazione neozelandese, LAM Trust,  la Sig.ra Bronwyn Gray e  della Sig.ra Imaleta Maddox.

 

 

 

Bronwyn Gray

 

La Sig.ra Iamaleta Maddox é una paziente LAM, il cui respiro da diverso tempo  é diventato affannoso, una lotta, che le da  la sensazione soffocante di non ottenere mai abbastanza ossigeno e che l'accompagna quotidianamente. I medici le hanno prospettato la possibilità di usare l'ossigeno, perché potrebbe migliorare la sua respirazione, tuttavia Maddox, madre a 45 anni, di due figli, dice di non essere ancora pronta per l'ossigenoterapia. Nonostante tutto, afferma,  si ritiene fortunata e contenta che la malattia non è ereditaria, perché in caso contrario la sua giovane figlia ne potrebbe essere stata colpita.

Nel 2005 la sig.ra Maddox si recò in ospedale per una visita di controllo, e non tornò  a casa il giorno stesso, come aveva previsto, ma dovette trascorrere le seguenti due settimane in terapia intensiva con febbre e forte tosse.

Il primo il pensiero che venne in mente ai medici fu che si potesse trattare di un' infezione possiblmente contratta durante un suo recente viaggio a Samoa.

Invece Le fu diagnosticata la linfangioleiomiomatosi (LAM): le dissero che é una malattia estremamente rara polmonare. Ma “Che diavolo è?” ricorda Maddox di aver chiesto ai medici. Quando le dissero cos'è quasi crollò a terra. Tutte le malattie sono crudeli, penso', ma la LAM ha una malignità particolare, é progressiva e fatale, e colpisce le donne, apparentemente sane, tra i 20 e i 35 anni, per via di una mutazione genetica che induce le cellule muscolari a proliferare nei polmoni. La gravidanza sembra accelerare la Lam, non esiste una cura, ed un trapianto dei polmoni è l'ultima risorsa.


La Sig.ra Maddox, é uno dei 21 casi di Lam che sono stati diagnosticati in Nuova Zelanda. Ha già sopravvissuto oltre le aspettative del suo medico, pur essendo stata ricovoreta in ospedale per un collasso del polmone.

Ha lasciato il suo lavoro dopo aver vissuto attacchi di panico, ma si occupa ancora dei lavori domestici, anche se comportano molta fatica, che tuttavia cerca di nascondere ai suoi figli, evitando di dare a vedere quanto sia difficile per lei svolgere i lavori domestici e muoversi anche solaemtne per brevi tragitti. Lei e suo marito Brett hanno un figlio di 20 anni, Mason, che studia all' Università Informatica, ed una figlia adolescente, Crystal, che frequenta la scuola secondaria. Nel corso degli ultimi sei anni, dall'incontro con la Sig.ra Bronwyn Gray la vita della Sig.ra Maddox é radicalmente cambiata: Bronwyn Gray è stata la sua ancora di salvezza.

 

La Sig.ra Bronwyn Gray, ha una figlia, Lisa, alla quale è stata diagnosticata la Lam nel 1997 all'età di 29 anni, dopo essere stata inizialmente diagnostica erroneamente di asma, indotto da esercizio fisico, una comune diagnosi errata. Quando Lisa nel 1997 chiese ai suoi medici cosa significasse la Lam le dissero “Noi non possiamo dire cos'è. Veramente non lo sappiamo. Ma è una malattia alla quale non sopravviverà. Non potrà vivere a lungo e non potrà diventare a una vecchia signora”. La Sig.ra Gray ricorda “abbiamo camminato a lungo nel corridoio dell'ospedale tenendoci per la mano, poi andammo a casa e piansimo”.


La Sig.ra Gray, ex insegnante d'inglese e storia, abbandonò i suoi piani di pensionamento per capire tutto quello che poteva, sulla malattia in quegli anni poco conosciuta in Nuova Zelanda dove fondò l'associazione LAM Charitable che ha raccolto dalla fondazione ad oggi oltre $ 1 milione di donazioni che sono stati devoluti alla ricerca internazionale.


All'Università di Auckland trovò un alleato inatteso nel dottor Mervyn Merrilees. Quando si sono incontrati 11 anni fa non aveva mai sentito parlare di Lam. Tuttavia la sua curiosità verso questa malattia gli sorse quando scopri' che il danno causato dalla Lam nei polmoni era simile ai danni che si verificano nelle pareti dei vasi sanguigni in altre patologie polmonari sulle quali si concentravano i suoi studi. Potrebbe il gene V3 con la sua capacità di ricostruire le arterie sane anche ripristinare i tessuti polmonari danneggiati? si chiese il dottor Merrilees.

 

 

Mervyn Merrilees


Uno studio recente ha dimostrato che un farmaco, la rapamicina, ha dato degli esiti positivi.La rapamicina é fatta da un estratto di un fungo che si é trovato sull' Isola di Pasqua. Il risultati del Miles trial ( trial della rapamicina) sono stati riportati di recente sul New England Journal of Medicine, nel marzo del 2011. Sia la Sig.ra Maddox Imeleta e la Sig.ra Lisa Gray prendono giornaliemente una dose di rapamacina, finanziate dalla Pharmac per circostanze eccezionali ad un un costo di $ 1200 al mese.


Jess Van Slooten una giovane donna di Christchurch diagnosticata nel 2008, sta prendendo anche lei questo farmaco ed ha creato un blog per fare seguire il suo decorso (jessvslam.blogshot.com) e si sta allenando per partecipare ad un tour in bici di ben 84 km, la gara del Lago Rotoura, che avrà luogo questo novembre .


Per la Sig.ra Bronwyn i recenti risultati dello studio sulla rapamicina ed il lavoro di ricerca del dottor Merrilees sono motivazioni reali di un primo ottimismo, da quando a sua figlia Lisa è stata diagnosticata la malattia. La d.ssa Lisa, che oggi lavora in tribunale come avvocato non sta bene, ma non è in ossigenoterapia e la sua funzione polmonare é stabile. La Sig.ra Bronwyn dice “ora abbiamo speranza.”

 

Il dottor Merrilees ha parlato in diverse conferenze internazionali sulla Lam negli Stati Uniti e in altri paesi esteri. E racconta “Quando non ci sono solo gli scienziati e clinici tra il pubblico, ma anche pazienti con l'ossigeno la malattia resta impregnata nella mente.“ La Signora Gray prova grande stima e affetto per un uomo come lui che si é impegnato per una causa oscura in cambio di una piccola ricompensa o riconoscimento, poiché negli ultimi 11 anni ha avuto questa malattia orrenda che uccide giovani donne in prima linea nella sua mente. Egli, dice, è un essere molto umano. E queste sono donne che vogliono restare esseri umani, vogliono vivere. Lui è il mio eroe” afferma.

 

Riportiamo  l'articolo che il dottor Merrilees ha scritto per LAM Italia Onlus:
In tutta la mia carriera di ricercatore ho sempre avuto un interesse particolare per i fattori che influenzano la composizione morfologica, la struttura e la matrice dei tessuti. I miei primi studi sono stati diretti a comprendere come le forze meccaniche influiscono tessuti, in particolare la guarigione delle ferite ai tendini e alla pelle.  Questo interesse è seguito da indagini sui fattori che influenzano la struttura della parete arteriosa e lo sviluppo di placche aterosclerotiche.
Questi studi hanno portato alla scoperta di un fattore endoteliale (TGF-B) il cui compito é quello di stimolare un aumento della sintesi di proteoglicani della matrice nella parete dei vasi. Questi proteoglicani, si legano, e migliorano l'assorbimento del colesterolo aterogeno contenente lipoproteine. Oggi si ritiene che l'interazione tra i proteoglicani e lipidi è l'evento chiave nell'avvio dello sviluppo delle lesioni e in questa idea è incapsulata la "Response-to-Retention Hypothesis" dell'aterogenisi.
Più recentemente, utilizzando la terapia genica, abbiamo scoperto come ridurre i proteoglicani nei vasi sanguigni e abbiamo trovato, per caso, che la terapia aumenta la formazione di fibre elastiche. Usando questo approccio siamo stati in grado di cambiare la struttura della parete dei vasi sanguigni in vivo tramite la produzione di un vaso che ha meno proteoglicani e maggiore elastina, ed è resistente alla deposizione del colesterolo e all'infiammazione.
Abbiamo esteso questi studi all' elastina dei polmoni e alle malattie polmonari, in particolare alla broncopneumopatia cronica ostruttiva e alla linfangioleiomiomatosi, dove vi è una maggiore contenuto di matrice di proteoglicani e d un'associata perdita di fibre elastiche, che a sua volta porta alla perdita di alveoli, e alla formazione di cisti polmonari, ed una funzione polmonare ridotta. Il nostro obiettivo è ora quello di escogitare modi per ripristinare l' elastina nei polmoni danneggiati e determinare se la sua funzioniltà può essere migliorata.

 

Per approfondimenti  clicca sui seguenti link:

Articolo del Magazine North and South: " Room to breathe"

http://www.fmhs.auckland.ac.nz
http://www.lam.org.nz/

 

Per maggiore chiarezza riportiamo l'articolo del dr Merreelis anche originale in inglese:

Throughout my research career I have had a special interest in factors that affect the morphology, structure and matrix composition of tissues. Early studies were directed at understanding how mechanical forces affect tissues, especially healing of wounds to tendons and skin. This was followed by investigations into factors affecting the structure of artery wall and the development of atherosclerotic plaques. These studies culminated in the discovery of an endothelial factor (TGF-B) responsible for stimulating increased synthesis of matrix proteoglycans in the vessel wall. These proteoglycans trap, bind, and enhance the uptake of atherogenic cholesterol-containing lipoproteins.  It is now believed that the interaction between proteoglycans and lipids is the key event in the initiation of lesion development and this idea is encapsulated in the "Response-to-Retention Hypothesis" of atherogenesis.  More recently, using gene therapy, we discovered how to decrease proteoglycans in blood vessels and found, by accident, that the therapy increases the formation of elastic fibres. Using this approach we have been able to change the structure of blood vessel wall in vivo to produce a vessel that has less proteoglycan and more elastin, and is resistant to cholesterol deposition and inflammation. We have extended these studies on elastin to lung and lung diseases, and in particular to chronic obstructive pulmonary disease and to lymphangioleiomyomatosis, where there is increased content of matrix proteoglycans and an associated loss of elastic fibres, which in turn results in loss of alveoli, formation of lung cysts, and reduced lung function. Our aim now is to devise ways to restore elastin to damaged lungs and determine if function can be improved.