Il potenziale ruolo delle cellule staminali nella rigenerazione dei polmoni danneggiati

 

C'è una nuova speranza per i fumatori, le persone con asma e per tutti i malati affetti da patologie polmonari croniche come la LAM. Sono state scoperte cellule staminali che rapidamente ricostruiscono gli alveoli, una scoperta che potrebbe preludere a nuovi trattamenti per le persone che hanno i polmoni danneggiati da malattie respiratorie. Le cellule staminali, finora sconosciute, sono state identificate dopo che ricercatori hanno infettato i topi con una variante del virus H1N1, quasi identico a quello che ha causato la pandemia di influenza spagnola del 1918. Un'altra variante del virus H1N1 ha causato la pandemia dell'influenza suina nel 2009.Altre cellule staminali del polmone erano state già studiate, ma erano cresciute da cellule staminali embrionali. Le nuove cellule si presentano naturalmente all'interno dei polmoni. I campioni prelevati dai topi hanno mostrato che, subito dopo l'infezione, il virus ha distrutto più della metà del tessuto originale degli alveoli. Solamente tre mesi dopo, però, tutto il tessuto si era rigenerato, soprattutto grazie alle cellule staminali, appena scoperte. Abbiamo visto essenzialmente incontaminati i polmoni a tre mesi dopo una perdita del 50 per cento del tessuto polmonare, dice Frank McKeon del Genome Institute di Singapore, che ha guidato la squadra.

Le cellule staminali si moltiplicano rapidamente, creando centinaia di volte il loro numero originale entro una settimana, si moltiplicano e riparano tessuti danneggiati. Migrano nei nei punti del corpo danneggiati e rigenerano i tessuti. Il dottor McKeon, in collaborazione con il suo collega Wa Xian che lavorano presso presso l' Istituto di Biologia Medica di Singapore, ha isolato cellule simili a quelle che si trovano nel tessuto polmonare umano e ha scoperto che sono in grado di comportarsi nella stessa maniera. Mc Keon dice che probabilmente non sono stati scoperti prima, perché i danni causati dal virus influenzale è più suscettibile a riparazione di quello causato dalla bleomicina, un farmaco normalmente usato per danneggiare deliberatamente i polmoni dei topi negli esperimenti.

Mc Keon dice che questi studi possono rappresentare una speranza per il trattamento di malattie respiratorarie, ora é necesario arrivare all'identificazione delle molecole chiave del meccanismo che permette alle cellule di moltiplicarsi velocemente e di migrare ad altri parti danneggiate. Con i suoi colleghi, McKeon sta ora studiando i fattori di crescita nei polmoni dei topi per capire i meccanismi di funzionamento. Ci sono probabilmente 20 a 30 di questi fattori che stanno studiando. In un futuro iniettando il fattore di crescita si potrebbe guarire i polmoni nelle persone con danni polmonari acuti e cronici. LAM Italia Onlus coglie l'occasione per fare un appello a tutti i centri di medicina rigenerativa e genetica in Italia, affinché diano avvio a delle ricerche di nuove possibili terapie rigenerative anche per i pazienti affetti da malattie croniche polmonari gravi come la Linfangioleiomiomatosi, per i quali non c'é cura.

 

Per approfondimenti: http://www.cell.com/abstract/S0092-8674(11)01173-1