Alimentazione e Glicemia


Un elevato carico glicemico (in altre parole, il consumo di alimenti in grado di indurre un marcato aumento della glicemia dopo il pasto) rappresenta un fattore di rischio per le malattia cardiovascolari. Alcuni ampi studi epidemiologici (come il celeberrimo studio delle Infermiere Statunitensi, o Nurses’ Health Study) suggeriscono infatti che il rischio di incorrere in un infarto di cuore, nel tempo, sia fino a 2 volte maggiore tra le donne che seguono una dieta ad alto carico glicemico rispetto a coloro che, invece, seguono una dieta a basso carico glicemico.
Sul piano concettuale, una dieta ad alto carico o indice glicemico potrebbe influenzare anche il rischio di cancro: l’aumento della glicemia induce infatti il rilascio di insulina da parte del’organismo, e va ricordato che l’insulina stessa è strutturalmente simile ad un “fattore di crescita” del nostro organismo (denominato “Insulin-Like Growth Factor I”, o “Fattore di Crescita simile all’Insulina I”), la cui attività, stimolando la crescita cellulare, potrebbe aumentare il rischio di tumori.
In generale, gli studi epidemiologici pubblicati non confermano la correlazione tra Indice Glicemico e rischio di tumori: la stessa autrice dello studio citato, in altre pubblicazioni, ha osservato risultati negativi (e cioè l’assenza di una correlazione significativa con l’Indice Glicemico della dieta) a proposito del cancro colo-rettale e dello stomaco nella popolazione femminile; una correlazione significativa, secondo lo studio citato, esisterebbe invece con il cancro della mammella (specie con il tipo positivo al recettore degli Estrogeni e negativo al recettore dei Progestinici) e – secondo uno studio precedente della stessa autrice – con il cancro endometriale. In ambedue gli studi, tuttavia, l’aumento del rischio associato alla dieta ad elevato carico o indice glicemico è moderato.
In conclusione, l’opportunità di adottare una dieta a basso indice e carico glicemico nasce essenzialmente dal vantaggio che ne deriverebbe in termini di riduzione del rischio di eventi coronarici come l’infarto, e di sviluppare la malattia diabetica; è tuttavia possibile tale dieta comporti un piccolo vantaggio aggiuntivo in termini di riduzione del rischio di alcuni specifici tipi di cancro della mammella.

Andrea Poli
Nutrition Foundation of Italy