Dal Polmone al Cuore, organi ricostruiti, ne parla il Prof P. Macchiarini

Le liste per accedere ai trapianti sono lunghe e gli organi a disposizione per i pazienti in lista sono scarsi. Si stanno studiando dei metodi per fare crescere gli organi in laboratorio ricostruendoli partendo da cellule staminali prelevate dagli stessi pazienti. Ne parla il Professor Paolo Macchiarini, in un'intervista pubblicata su Lancet del 10 Marzo 2012. Nell'intervista il Professor Macchiarini afferma di essere solamente un chirurgo, che ha bisogno di azione e di esprimere le proprie convinzioni, per aiutare i pazienti con dei metodi innovativi. Dal 2010 il Prof Macchiarini lavora presso il Karolinska Institutet di Stoccolma, in Svezia, dov'è approdato in seguito a diverse esperienze di vita e di lavoro che l'hanno portato lontano dal Suo paese, l'Italia. Nato nel 1958 in Svizzera dov'è cresciuto, è tornato in Italia per studiare a medicina all'Università di Pisa, ma le sue esperienze di studio e lavoro in Italia non sono state cosi semplici. Il Professor Macchiarini ha trovato in Italia un ambiente che “favorisce le persone che sono legate alla politica o sono figli dei figli, e non i meriti. Nell'intervista su Lancet afferma “sapevo che negli altri paesi non é cosi, cosi' ho lasciato l'Italia”. Da allora ha viaggiato e lavorato in diversi paesi: prima negli Stati Uniti, alla Università di Alabama a Birmingham, poi a Parigi, presso il Centro Chirurgical Marie-Lannelongue, sotto la guida del Chirurgo francese Philippe Dartevelle. La formazione in Francia é stata fondamentale per la sua crescita professionale, è stato il Professor Dartevelle a insegnarli a cercare di aiutare i pazienti utilizzando nuove tecniche e la creatività, che é alla base della scuola francese di chirurgia francese, che é dice, la migliore del Mondo. Dopo l'esperienza francese ed una specializzazione in trapianto di organi e tessuti, ha sentito la necessità di fare un'ulteriore esperienza, che l'ha portato in Germania e in seguito nel 2005 in Spagna, a Barcellona presso il Dipartimento di Chirurgia Generale Toracica della Clinica ospedaliera di Barcellona, dove nel 2008 ha eseguito il primo trapianto di trachea, ricostruito con le cellule staminali del ricevente. Il potenziale della terapia con cellule staminali, spiega, é quella di evitare le donazioni umane, e di essere in grado di sostituire i tessuti complessi e organi interi con organi ricostruiti artificialmente in laboratorio tramite cellule staminali autologhe, spiega. A tal fine afferma, sta lavorando per tradurre ciò che ha imparato attraverso le sostituzioni tracheali dell'ingegneria tissutale per l'esofago e la terapia dell'uso delle cellule staminali per ripristinare la funzionalità degli organi del torace, senza sostituirli del tutto. Si tratta di un programma ambizioso, ma il Professore Macchiarini afferma citando TS Eliot “solamente chi rischia di andare lontano può eventualmente scoprire quanto lontano si può' andare”.

 

In futuro, grazie a queste nuove ricerche, basate sull'uso delle cellule staminali dei pazienti stessi, le liste di attesa potrebbero diventare superabili come il rischio di rigetto degli organi. Molti passi devono essere ancora fatti, per assicurare che tali terapie siano efficaci e senza rischi per i pazienti, tuttavia sicuramente esse rappresentano per i pazienti affetti da malattie gravi come la Linfangioleiomiomatosi, per i quali, il trapianto in fase finale rappresenta l'unica potenziale terapia possibile, delle nuove speranze.

 

Per approfondimenti accedi all'articolo del LANCET qui: intervista sul Lancet